“Il Paese che Vorrei prende le distanze da un metodo di fare politica oltraggioso e irriverente.
Se in un primo momento si è parlato di vicende boccaccesche, che – seppure riprovevoli – potevano in qualche modo avere a che fare con la vita privata delle persone, successivamente le nuove rivelazioni della stampa hanno raccontato un metodo di fare politica e di esercitare l’amministrazione pubblica che non può passare sotto silenzio.
Le consulenze, gli incarichi, i soldi pubblici gestiti nel modo che sta emergendo sono inaccettabili e devono essere censurati, chiunque sia coinvolto in questo mercimonio che nulla ha a che fare con il bene e l’interesse dei cittadini e della città. In una città che da anni richiede sacrifici ai propri abitanti, non è accettabile che si promettano


