Grazie all’associazione Sardegna in Tuscia donato un defibrillatore alla Quercia

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Viterbo- Questa mattina, 8 agosto, alle ore 9,30, alla Quercia, accanto al bar Mama’s, si sono ritrovati sua eccellenza il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno, il sindaco Giovanni Maria Arena, il consiglio direttivo e diversi soci dell’associazione Sardegna in Tuscia

con il  dott. Claudio Matteini, il parroco della Quercia don Massimiliano Balsi, la famiglia di Giuseppe Cossu (ragazzo scomparso all’età di 24 anni, viterbese di origini sarde, che lavorava nell’officina dl padre Piero nel quartiere del Murialdo), alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale, fra i quali Gianmaria Santucci, Ludovica Salcini, Antonio Scardozzi, Carlo Marcoaldi, per inaugurare ufficialmente la disponibilità del defibrillatore alla Quercia, donato alla città di Viterbo dall’Associazione Sardegna in Tuscia. Il defibrillatore è un dispositivo che può salvare vite umane. Sono stati già posizionati alcuni in città, ma La Quercia ne era sprovvista.

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Nell’occasione il Sindaco ha ringraziato per l’impegno a favore della città l’Associazione
Sardegna in Tuscia nata per la volontà di mantenere vive la cultura e le tradizioni sarde nel territorio della Tuscia viterbese.

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La volontà dei Soci Fondatori è stata quella di creare un’Associazione in cui i sardi e gli amici della Sardegna si potessero conoscere e riconoscere nel rispetto di valori comuni, non trascurando la diffusione e condivisione degli stessi attraverso iniziative culturali e ricreative di vario genere.

Don Massimiliano ha impartito la benedizione e ha ricordato il periodo difficile che sta vivendo la bellissima isola sarda a causa dei numerosi incendi.

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I ringraziamenti vanno anche a coloro che hanno contribuito all’acquisto del defibrillatore, in particolare a Francesco Cancellieri, alla famiglia Sanna, al bar Mama’s e al dott. Matteini, il quale ha anche tenuto in Prefettura tempo fa, insieme a altro personale sanitario, un corso per l’uso corretto del defibrillatore (corso per esecutori BLS-D). Nella teca in cui si trova il dispositivo c’è il nome di Giuseppe Cossu, indimenticato socio e sostenitore dell’associazione.

 

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