Anche gli artisti in piazza accanto ai lavoratori dei “Bauli”. La protesta del mondo dello spettacolo

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Alla manifestazione di oggi in Piazza del Popolo a Roma ci sarà anche una rappresentanza delle due associazioni ‘La musica che gira’ e ‘U.N.I.T.A.’ per chiedere un rilancio della piattaforma per far ripartire il settore fermo da oltre un anno. I Bauli sono diventati 1000 per l’alta adesione.
Anche gli artisti scendono in piazza accanto ai lavoratori dello spettacolo nella manifestazione romana di Piazza del Popolo dopo il primo appuntamento che si è svolto in piazza Duomo a Milano. ‘La Musica che Gira’ e ‘U.N.I.T.A.’ (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo), le due associazioni che hanno rappresentato gli artisti ai tavoli di confronto con il governo in questo anno di crisi provocato dalla pandemia e dalle chiusure che ha determinato, saranno in piazza con artisti molto noti del mondo della musica, del teatro, del cinema e dell’audiovisivo i cui nomi non possono ancora essere comunicati per evitare inutili (e controproducenti) assembramenti di fan. Intanto cresce anche l’adesione dei “Bauli” che dovevano essere 419, come i giorni passati da quando i lavoratori dello spettacolo e degli eventi sono impossibilitati a svolgere la propria professione a causa dei lockdown, ma a causa dell’enorme adesione saranno invece 1000 i Bauli In Piazza per la seconda manifestazione nazionale in programma oggi alle 17 in Piazza del Popolo a Roma.
Grazie ai lavoratori e agli artisti verrà rilanciata la piattaforma di rivendicazioni e richieste della parte artistica che per molti aspetti coincide con quella dei lavoratori dello spettacolo ma che presenta anche sue pecularità consultabili sul sito della campagna “I diritti sono uno spettacolo”. I suoi temi fondamentali sono la necessità di articolare e gestire la ripartenza del settore, una doverosa riflessione sulle misure emergenziali, una riforma strutturale che il settore aspetta da tantissimo tempo e che avrebbe protetto i lavoratori e le realtà produttive durante questa crisi provocata dalla pandemia.
La campagna, partita a marzo dal palco dell’Ariston durante il Festival di Sanremo con l’intervento di Alessandra Amoroso e Matilde Gioli, è nata per attirare l’attenzione del pubblico sulla necessità di una pronta ripartenza delle attività produttive dello spettacolo ferme da troppo tempo. Esprime poi un giudizio molto negativo sulle misure emergenziali espresse fin qui dal governo e giudicate insufficienti da ‘La Musica che Gira’ e da ‘Unita’, fino ad arrivare a una proposta di riforma volta a riconoscere il valore artistico, produttivo e sociale del settore cultura che ponga rimedio ai problemi strutturali alla base della sua fragilità.
“Senza un intervento definitivo e il più possibile unitario, le conseguenze di questa crisi saranno drammatiche, stiamo già assistendo a ricadute insostenibili sulla vita dei lavoratori” dicono i portavoce delle due associazioni, “in questi lunghi mesi caratterizzati dallo stop forzato delle attività culturali abbiamo preso atto che teatri, cinema, live club e spazi culturali, nonostante si siano dimostrati luoghi sicuri, sono costantemente considerati attività produttive sacrificabili. A una legge sul lavoro per arginare il piano emergenziale ed  entrare finalmente nell’era del riconoscimento del lavoro discontinuo, è necessario affiancare una riforma sul riconoscimento degli spazi culturali e sulle imprese”.
Fonte: La Repubblica.it

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