«Lo sento ancora qui». «Mi viene a visitare la notte, lo sento sedersi sul letto, come una presenza». «Mi è sembrato di vederlo tra la folla, per strada… Poi era un abbaglio». «Parte la radio da sola, mentre è tutto silenzio, di notte, e suona la nostra canzone»…
Sono tanti i messaggi come questo che è possibile leggere nei gruppi sui social di coloro che hanno perso una persona cara.
Ma avvertire la presenza di coloro che non ci sono più è realtà o suggestione? Al di là del giudizio e delle spiegazioni razionali che una persona si dà, può succedere. Al punto che un gruppo di scienziati si è impegnato a raccogliere alcune testimonianze per analizzarle così da ricavarne 9 categorie di possibili «incontri post mortem». L’obiettivo? Cercare di capire quali erano le conseguenze a livello psico-fisico di questi riavvicinamenti e allontanare lo stigma che aleggia su coloro che li vivono in prima persona.
Le 9 categorie di esperienza «oltre la morte»
Che tipo di esperienza vive chi avverte una presenza continua del congiunto, anche oltre la perdita fisica? Questa domanda è stata


