Pensavate che fosse esaurita l’ondata di populismo che ha colpito Phoebe Bridgers quando ha spaccato la chitarra al Saturday Night Live e che è continuata tra le altre cose con le critiche a Mike McCready che lo fa spesso sul palco coi Pearl Jam? Vi sbagliavate di grosso.
I commenti indignati dei rockulisti (populisti rock moralisti e miopi) hanno colpito i Måneskin. Venerdì sera la band ha chiuso il tour nordamericano a Las Vegas (c’era anche Fedez) e per festeggiare il successo del Loud Kids Tour ha postato su Instagram una serie di brevi filmati del finalone con Thomas e Victoria che spaccano la chitarra e il basso e poi, assieme a Damiano, si scagliano contro la batteria di Ethan.
La distruzione sul palco delle chitarre è un’arte e uno sfogo. Può essere un incidente oppure un atto premeditato. A volte è parte della liturgia di un concerto, a volte è un modo per esprimere rabbia o vitalità, frustrazione o come nel caso dei Måneskin gioia ed energia. Com’è nato tutto ciò l’ha raccontato a Rolling Stone il maestro di quest’arte, Pete
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