La regola numero uno per un futuro più sostenibile è iniziare a mangiare la carne con più coscienza: questo significa meno, ma più buona. Possibilmente da allevanti non intensivi, controllata e pure cucinata come si deve. Come succede, ad esempio, a La Braseria ad Osio Sotto, in provincia di Bergamo, che è appena stata eletta miglior steakhouse italiana da Braciamiancora, il più grande network digitale sul mondo della carne.
Ventuno bracerie sparse per tutta Italia sono state selezionate secondo i criteri di «Eccellenza, Ricerca e Qualità» per essere inserite nella classifica coordinata da Michele Ruschioni, giornalista e fondatore di Braciamiancora. «Abbiamo deciso di rendere pubblici i parametri con i quali abbiamo stilato la classifica, cosa questa inusuale quando si fanno delle classifiche tra ristoranti. Tra gli elementi principali c’è la filosofia che spinge un locale a scegliere una referenza di carne piuttosto un’altra, abbiamo cercato poi idee innovative nell’interpretare il menu carnivoro che trovassero il plauso del pubblico», ha spiegato. «Una particolare attenzione è stata poi rivolta ai dispositivi di cottura usati, alla qualità del


