“Con un Pd così, Meloni può dormire sonni tranquilli” è una delle frasi più ricorrenti di queste settimane. Quasi un luogo comune. Lo dicono a destra, lo ripetono, con l’enfasi tipica dei conflitti in famiglia, a sinistra. L’affermazione sconta un errore di fondo: sopravvaluta il potere reale dell’opposizione. Non sono, infatti, le opposizioni a far cadere i governi. I governi cadono quando perdono la propria maggioranza in Parlamento o quando vengono travolti da eventi esterni che nulla hanno a che vedere con l’azione dei partiti politici.
Tuttavia, un’opposizione autorevole può mettere in difficoltà le maggioranze parlamentari e i governi sottolineandone in maniera efficace gli errori e soprattutto, se viene percepita come un’alternativa credibile di governo, può indurli a calibrare la propria azione politica sui canoni del realismo più che su quelli della demagogia. Con ciò, obbligando l’avversario a dare il meglio di sé e rendendo un servizio tanto alla democrazia quanto alle Istituzioni. È quello che cerca di fare il cosiddetto Terzo Polo; è quello che il Pd ha rinunciato a fare. E non da oggi.
Quando, nel marzo del


