È nato da pochissimo e intende unire nutrizione, salute e ambiente. Si tratta di “Med Index”, un nuovo sistema di etichettatura dei prodotti alimentari che intende promuovere la dieta mediterranea e incoraggiare al tempo stesso i produttori a realizzare cibi più sani e sostenibili. Elaborato dalla Società italiana di medicina ambientale (Sima) e dall’Università di Bari, il progetto si basa su una dinamica “positiva”, senza classificare i cibi in “buoni” e “cattivi”. I suoi vantaggi sono stati illustrati in un recente articolo comparso sulla rivista internazionale Journal of Functional Foods. A seguito della pubblicazione, secondo alcuni esperti del settore agroalimentare la Commissione europea potrebbe utilizzare questo sistema come modello per l’etichetta nutrizionale che Bruxelles intende rendere obbligatoria in tutti gli Stati membri. Il Med Index ha davvero delle chances per soppiantare la tanto contestata etichetta a semaforo Nutriscore? Approfondiamo di seguito le sue caratteristiche e le differenze tra i due sistemi.
Informazioni complete
La prima differenza con l’etichetta a semaforo, reputata troppo severa nei confronti di tanti prodotti tipici del Made in Italy, sta nei criteri. Mentre il Nutriscore è basato su parametri di pura nutrizione, il progetto italiano è concepito come un’etichetta olistica. La completezza deriva dal fatto che copre i tre pilastri della sostenibilità: nutrizionale, ambientale e sociale. Per definirla vengono valutati 27 criteri, la cui presenza o assenza è resa immediatamente visibile al consumatore attraverso un unico sistema di etichettatura “positiva”.
La checklist
In secondo luogo non si fa ricorso ad un algoritmo, come per il sistema


