Putin, l’atomica e l’uso distorto della storia – Formiche.net

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“Gli Stati Uniti sono l’unico Paese al mondo ad aver usato due volte l’armamento nucleare, distruggendo le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Tra l’altro, hanno anche creato un precedente”. Con queste parole Vladimir Putin ha adombrato il ricorso alle armi atomiche da parte russa. “E c’era un solo obbiettivo: come nel caso dei bombardamenti nucleari in Giappone, intimidire il nostro Paese e il mondo intero”.

La dichiarazione, presto rinforzata dal capo dello Stato ceceno Razman Kadirov, ha innalzato la tensione e alimentato infiniti dibattiti sul rischio di escalation della “operazione militare speciale” lanciata il 24 febbraio scorso. Sulla probabilità effettiva, le conseguenze (militari, ambientali e politiche) e le eventuali risposte occidentali sono stati versati fiumi d’inchiostro, ed è inutile ripeterli. In compenso, nessuno sembra essersi chiesto quanto il senso di queste parole, infilate nel discorso per l’annessione delle quattro province ucraine e subito ripetute da media e analisti “indipendenti”, rispecchi la realtà. La risposta è: poco.

Forzature e manipolazioni

La prima forzatura riguarda il parallelismo tra agosto 1945 e ottobre 2022. Nella Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti erano l’aggredito e il Giappone l’aggressore; in Ucraina, la Russia è l’aggressore. Una differenza non da poco, in quanto nel diritto internazionale la difesa è sempre legittima e l’attacco raramente giustificato. E gli Stati Uniti lanciavano per chiudere una guerra, la Russia per riaprirla.

La seconda manipolazione è cancellare il contesto della decisione di usare le atomiche. Nel febbraio-marzo 1945, la conquista di Iwo Jima era costata agli Usa oltre 23mila morti e feriti. Di fronte alla durezza dei combattimenti per una piccola isola vulcanica, cosa ci si poteva aspettare in caso di invasione del Giappone? Le stime variano da 268mila a un milione di perdite, beninteso

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