Giallo sulle mascherine: “Tornano al chiuso”. Ma Speranza smentisce

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Ci risiamo con il tormentone delle mascherine al chiuso. Martedì scorso i tecnici del ministero della Salute, di concerto con le Regioni, hanno elaborato la bozza di una circolare molto dettagliata che prevedeva il ritorno all’obbligo delle mascherine erga omnes, insieme a tutta una serie di ulteriori restrizioni.

Questo uno dei significativi passaggi elaborati dai talebani sanitari ancora agli ordini del ministro Speranza: “In Italia è ancora in vigore l’uso obbligatorio di mascherine nelle strutture sanitarie e di assistenza a lungo termine, secondo quanto disposto con ordinanza del Ministro della salute 29 settembre 2022. Il loro uso in spazi pubblici chiusi potrà essere una prima opzione per limitare la trasmissione nella comunità nel caso in cui si documentasse un evidente peggioramento epidemiologico con grave impatto clinico e/o sull’assistenza sanitaria e/o sul funzionamento dei servizi essenziali. Analogamente, nel caso di un sensibile peggioramento dell’epidemia, si potrà valutare l’adozione temporanea di altre misure, come il lavoro da casa o la limitazione delle dimensioni degli eventi che prevedono assembramenti”.

Ma non basta, nello stesso documento c’è un passaggio che sembra scritto all’inizio della pandemia, quando poco o nulla si sapeva di un virus a relativa bassa letalità, come confermano i numeri di una emergenza che non sembra avere fine: “Sebbene l’evoluzione della pandemia sia allo stato attuale imprevedibile – si legge -, il nostro Paese deve prepararsi – per il terzo anno consecutivo – ad affrontare un autunno e un inverno in cui si potrebbe osservare un aumentato impatto assistenziale attribuibile a diverse malattie respiratorie acute. Il futuro della pandemia da Sars-Cov-2 non dipende solo da nuove varianti che possono emergere e sostituire quelle precedentemente circolanti, ma anche dai comportamenti e dallo stato immunitario della popolazione. È particolarmente importante evitare la congestione

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