Esce dal Brotzu e muore dopo un giorno, autopsia su Anna Carla Corda: “Se qualcuno ha sbagliato deve pagare”

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L’ha vista morire davanti ai suoi occhi, dopo ventidue anni di matrimonio e con la possibilità, durata solo qualche ora, di poterla riabbracciare dopo un lungo ricovero al Brotzu. Marco Vacca, panettiere attualmente disoccupato, di Siliqua, è il marito di Anna Carla Corda, la 46enne morta venerdì notte. Il pm Andrea Vacca, anche senza nessuna denuncia da parte dei parenti, vuole vederci chiaro e ha disposto il sequestro della salma e la relativa autopsia. La donna era nel reparto di Ginecologia del Brotzu “perchè aveva avuto grosse perdite di sangue. Aveva problemi ai polmoni, soffriva da anni di embolie polmonari, esattamente dal 2020. È stata ricoverata per delle copiose perdite di sangue, il 25 agosto”. I giorni passano, si arriva a venerdì scorso: “Il mio amore viene dimesso e la riaccompagno a casa. Poche ore dopo, all’improvviso, si sente male. Non riusciva a respirare”, racconta a Casteddu Online l’uomo. Che prende subito le chiavi dell’auto e, “insieme a mia figlia”, si dirige a tutta velocità alla guardia medica di Siliqua. “Ho citofonato, si è affacciata una persona che ci ha detto che dovevamo entrare, ma Anna Carla non si reggeva più in piedi. L’abbiamo trascinata dentro, pochi minuti dopo è morta. Le scariche del defibrillatore sono state inutili, idem l’arrivo della medicalizzata del 118. Le sue ultime parole, biascicate, sono state ‘non respiro’”. Poi ha chiuso gli occhi per sempre. “Non ho fatto nessuna denuncia, il pm è stato più rapido. Se mia moglie è morta di morte naturale pazienza, vuol dire che era arrivata la sua ora. Ma se qualcuno, nella sanità, ha sbagliato, allora deve pagare”. Intanto, lo stesso Vacca ha aperto una raccolta fondi per il funerale: “Non

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