In attesa dei risultati serali di Arnaldi e Berrettini, l’Italia può festeggiare il primo azzurro qualificato ai quarti di finale di Roland Garros. E no, non è Sinner. Ed anche questo se vogliamo spiega quanto e perché siano gli anni più floridi del tennis italiano. Perché se non c’è il numero uno, c’è pur sempre una schiera di talenti e realtà pronti a tener alto se non altissimo l’orgoglio tricolore.
Parliamo di Flavio Cobolli. Quel Flavio che dopo il successo del 500 d’Acapulco certamente ambiva a far più strada a Roma; adesso però la riscossa, e non proprio in un terra qualunque, bensì Parigi e proprio Roland Garros. Dove stacca quel magnifico pass direzione quarti di finale, dopo un cammino fin qui quasi perfetto e da protagonista: dal derby azzurro con Pellegrino fino al grande show su Tien, poco fa in cassaforte pure gli ottavi con un altro statutinense come Svajda.
Americano battuto sì in tre ore e passa di battaglia, ma anche oggi s’è vista tutta la pasta del giovane capitolino. Che nei primi due set annienta e schianta l’avversario; nel terzo subisce il sussulto d’orgoglio dell’avversario che tra rovescio e servizio alza il ritmo e prova a tornar sotto, ma al quarto set Cobolli con quella fatidica freddezza che pian piano va acquisendo come i più grandi gestisce e chiude la contesa tre set ad uno.
Per la prima volta Cobolli vola ai quarti del Roland Garros. Per la seconda volta in carriera centra i quarti di uno Slam di questo calibro. Ma soprattutto, ecco che fiocca l’aspetto più importante, sale al suo best ranking: sarà senz’altro 11° posizione. Ergo, quella Top Ten sempre più vicina. Appuntamento ai quarti mercoledì, dove aspetta uno tra Tabilo ed Auger Aliassime.

