Siamo solo agli albori dell’estate. E quindi di conseguenza, calcisticamente, soltanto agli albori del calciomercato. Ma comunque, per quanto albori, diventano giorni cruciali. Perché agli albori le società sono solite definire gli aspetti e le cariche più importanti: progetti, dirigenti.. e quindi allenatori.
E proprio il valzer panchine col suo effetto domino è quello che continua giorno dopo giorno a dominare le copertine del calciomercato di inizio giugno. Non soltanto tra le grandi, dove naturalmente quel terremoto chiamato Milan ancora in attesa di definizione continua a monopolizzare le attenzioni più importanti, ma anche altresì a metà classifica.
Via Emilia, soprattutto. Perché se a Parma, tra sorrisoni e continuità s’è scelto di proseguire a vele spiegate il percorso intrapreso con rivelazione Cuesta, cambia eccome la panchina del Bologna. Italiano s’è lasciato benissimo, ma l’impressione è che aspettasse il Napoli. Con gli azzurri che hanno virato sull’esperienza e sul blasone d’Allegri, adesso il rischio concreto è che possa rimanere forzatamente a spasso.
Così come Palladino, sul cui profilo Firenze e Bologna hanno fatto altre scelte. Nessun ritorno alla Viola, con Paratici che ha eletto Grosso come il perfetto post Vanoli per ricostruire. Anche i felsinei, proprio a cavallo del weekend, hanno definito tutto con una scelta a sorpresa: ecco “Mimmo” Tedesco, uno dei pionieri esteri, ancora giovane appena 40enne, reduce dalle esperienze tra Belgio, Schalke e Fenerbahce ma adesso finalmente pronto a misurarsi in Italia. Sarà la scelta originale ma sempre lungimirante dei Sartori o Di Vaio o stavolta sarà scommessa deludente? Solo il tempo narrerà, intanto venerdì già calendari 2026/27.

