Temperature roventi. Bollenti. Esplosa l’estate a Parigi, a queste condizioni diventa complicato per tutti poter giocare. Per tutti, nessuno escluso. Anche e soprattutto per Jannik Sinner. Si tapperà la bocca probabilmente qualche malalingua che aveva accusato l’organizzazione di aver favorito l’altoatesino lasciandolo giocare il debutto in orario serale. Con Cerundolo gli è toccato all’ora di pranzo. E quelle temperature non lasciano scampo a nessuno.
Questa fa male, anzi malissimo. Perché Re Sinner, che ambiva all’ultimo trofeo rimastogli da annettere al suo già straripante palmares, stava pur vincendo il suo secondo turno con Cerundolo. Anzi, lo stava letteralmente dominando. Avanti 6-3 e 6-2, sul terzo set che stava conducendo altresì per 5-1, accusa un malore improvviso. Un colpo di caldo, evidentemente irresistibile. Si ferma, si raffresca, ma niente da fare. Le temperature sono improponibili, sostenere il ritmo diventa stremante e pian piano accusa una progressiva e repentina rimonta dell’argentino. Che vince 3-2, quindi; per Jannik la sensazione di non veder l’ora di finir la gara, seppur coraggiosamente
Re Sinner si arrende, dunque. Si chiude a 30 vittorie nei Masters 1000 la sua cavalcata trionfale, esce già al secondo turno di quello che resta l’unico Slam maledetto. Anche stavolta, evidentemente, niente da fare. Un’eliminazione che fa clamore e scalpore. Il Roland Garros 2026 perde tanto, tantissimo. Ma forse ci piace pensare e sognare che, se arriverà ed arriverà, sarà più bello farlo proprio con Alcaraz.

