Chiuso ufficialmente il capitolo Conte, con una conferenza stampa congiunta particolarmente esplosiva ma spontanea a genuina (come il calcio di vent’anni fa..), Aurelio De Laurentiis deve scegliere il prossimo allenatore del Napoli. Lo farà con Manna, DS rimasto alla corte, nonostante l’interesse della Roma e la partenza d’Antonio stesso, figura a cui era particolarmente legato professionalmente e non.
C’è un futuro da continuare a coltivare. Il pallino per eccellenza di ADL questi anni è sempre stato Vincenzo Italiano. In questo momento, resta lui il nome in pole position. Massima disponibilità a restare a Bologna, dove ha fatto benissimo; ma se dovesse effettivamente arrivar la chiamata azzurra difficile respingere un treno del genere. I felsinei, su richiesta, lo lascerebbero andare. Ha fatto bene a Bologna e Firenze, ADL lo ritiene adatto al grande salto.
Se Italiano resta in pole, rimangono al contempo discrete le quotazioni di Max Allegri. La sua candidatura resiste, d’altronde è il nome più blasonato: significherebbe ereditare il lavoro di Conte (ed a Torino ha dimostrato che risultati possa ottenere con quel tipo di raccolto), significherebbe ambizione conservata, significherebbe puntare immediatamente a rivincere al presente. Esce male dall’esperienza al Milan, aspetta pure la Nazionale, ha tutta la voglia di riscatto immediato. Senz’altro Max divide, comunque: l’espressione latente di calcio evidenziata a Milano gratifica ben poco i gusti di quei palati più fini.
Tra gli outsider non va depennato Palladino, che chiusa per volontà altrui l’esperienza a Bergamo, verrebbe di corsa. Occhio anche a colpi cinematografici come nomi a sorpresa pescati all’estero: ADL ha abituato a colpi a sorpresa del genere.

