Garlasco, crolla l’alibi di Sempio: lo scontrino fu un piano della madre

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Una nuova ombra si allunga sul caso dell’omicidio di Chiara Poggi. Al centro della svolta nelle indagini su Andrea Sempio, il 38enne indagato per il delitto di Garlasco, c’è un’intercettazione ambientale che smonterebbe definitivamente il suo alibi. “Lo scontrino lo hai fatto tu a Vigevano”: con queste parole Giuseppe Sempio, padre dell’indagato, si rivolgeva alla moglie Daniela Ferrari, ignaro di essere ascoltato dai carabinieri.

Il riferimento è al ticket di un parcheggio risalente al 13 agosto 2007, il giorno del delitto. Quel pezzo di carta era stato consegnato da Sempio agli inquirenti solo un anno e due mesi dopo l’omicidio, per dimostrare la sua presenza altrove al momento del crimine. Una circostanza che i militari hanno sempre definito “inverosimile”: conservare casualmente uno scontrino così a lungo appare forzato.

Oggi le carte dell’inchiesta parlano chiaro: quell’alibi è considerato “falso” e “nullo”. Secondo gli inquirenti, fu proprio la madre di Sempio a procurarsi il biglietto e a conservarlo con cura per “precostituire un alibi” al figlio. La tesi della difesa perde così il suo pilastro principale, riaprendo scenari che sembravano chiusi dopo anni di battaglie legali

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