Buondì, Motta

Le lacrime di gioia dell’eroe che non ti aspetti. Il portiere che para quattro rigori e porta la Lazio in finale di Coppa Italia nella stagione “maledetta”.

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ROMA – Maurizio Sarri, in una conferenza stampa post Cagliari Lazio, nello scorso mese di febbraio, aveva definito la stagione dei biancocelesti “maledetta. Mercato bloccato in estate, cessione di alcuni big a gennaio, contestazione alla società con stadio lasciato vuoto da tifosi che avevano comunque acquistato l’abbonamento per l’intera stagione, quasi 50 infortuni.

A dare un senso alla stagione, però, è arrivato l’eroe che non ti aspetti. Il portiere che si trova quasi per caso a difendere la porta della Lazio nel finale di questa tribolata stagione che vede i biancocelesti fuori da ogni obbiettivo in campionato, ma in lizza per contendere ai futuri campioni d’Italia dell’Inter la Coppa Italia.

Per farlo, la Lazio doveva eliminare la fortissima Atalanta a casa loro. In porta, come detto quasi per caso, mister Sarri ha dovuto schierare Edoardo Motta, che è arrivato nella Capitale a gennaio complice le ambizioni del secondo portiere dei biancocelesti, Mandas, che stufo di fare la riserva, ha chiesto la cessione.

A mercato chiuso, poi, arriva l’occasione per Motta, che prima di arrivare a Roma aveva collezionato soltanto 22 partite, con 33 gol subiti, in serie B con la Reggiana. Il pesante infortunio del portiere titolare, Ivan Provedel, ha spalancato “la porta” della Lazio al 21enne di Biella.

Dopo sole sei partite di campionato, in cui ha bene impressionato parando anche un rigore a Orsolini nella trasferta vittoriosa di Bologna, Motta si presenta al New Balance Arena per difendere la porta della Lazio nella sfida che vale una stagione. Il campionato ormai è andato, e per i biancocelesti l’unico obiettivo della stagione rimane la Coppa Italia. Per l’aggiudicazione di un trofeo, per l’accesso in Europa e per la possibilità di disputare un’altra finale (Supercoppa di Lega).

L’Atalanta, in questo momento superiore alla Lazio, ha messo alle corde i biancocelesti durante tutti i 120 minuti. Anche se, va detto, la Lazio si è resa comunque pericolosa in più di un’occasione, riuscendo anche ad andare in vantaggio a pochi minuti dalla fine dei tempi regolamentari.

Una partita d’altri tempi, da cuori forti, con arrembaggio orobico contro il fortino biancoceleste difeso da Motta.

Il ragazzo di Biella, dopo la prima ora di partita in cui ha mostrato alcune incertezze nel giocare la palla con i piedi, nel finale di gara è salito in cattedra. Nel recupero dei tempi regolamentari con un colpo di reni ha salvato il risultato su un colpo di testa a botta sicura di Scamacca, portando la Lazio ai supplementari e alla successiva lotteria dei rigori. Che, con Motta, si sono trasformati in certezza: dopo la prima rete di Raspadori, ha neutralizzato i successivi tiri dal dischetto di Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere, rendendo più dolce la stagione “maledetta” della Lazio. Che, adesso, avrà un’altra montagna da scalare in finale, contro la corazzata Inter.

A fine partita Motta è stato intervistato sulle reti Mediaset. L’eroe della notte di Bergamo, che ha parato quattro rigori consecutivi, con le sue lacrime di commozione ha mostrato il volto di quel calcio fatto di emozioni e sentimenti. Di quei ragazzi di provincia che inaspettatamente conquistano la ribalta nazionale rimanendo umili. Ma da ieri sera Motta ha una certezza in più: nella storia della Lazio c’è posto anche per lui.

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