Usa: “Miao” e “bau” in cuffia, piloti nel mirino della FAA per miagolii sulla frequenza di emergenza

Goliardia ad alta quota: l’audio dei piloti che miagolano sulla radio di controllo fa il giro del web e finisce sotto la lente delle autorità federali

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WASHINGTON – Un insolito coro di miagolii ha interrotto le comunicazioni professionali nei cieli della capitale statunitense, scatenando un caso che ora impegna le autorità federali. La Federal Aviation Administration (FAA) ha ufficialmente aperto un’indagine in seguito alla diffusione di una registrazione audio proveniente dai sistemi di controllo dell’aeroporto Ronald Reagan National di Washington.

L’episodio, avvenuto lo scorso 12 aprile, non riguarda una semplice interferenza, ma uno scambio di versi felini tra piloti di linea che ha occupato la cosiddetta frequenza “Guardia” (121.5 MHz).

Cos’è la frequenza “Guardia” e perché il caso è serio

Nell’aviazione civile, la frequenza di emergenza è un canale sacro:

  • È monitorata costantemente da piloti e controllori del traffico aereo.
  • Deve rimanere libera per richieste di soccorso, comunicazioni di emergenza o intercettazioni aeree.
  • L’uso improprio è considerato una violazione delle normative federali.

Le indagini in corso

L’audio, diventato rapidamente virale online, mostra almeno due piloti intenti a scambiarsi miagolii invece di comunicazioni tecniche. La FAA sta ora lavorando per:

  1. Verificare l’autenticità della registrazione catturata dai sistemi del Ronald Reagan.
  2. Identificare i responsabili attraverso i tracciati radio e i log di volo.
  3. Valutare sanzioni: le trasmissioni non autorizzate su frequenze di emergenza possono comportare provvedimenti disciplinari severi, inclusa la sospensione delle licenze di volo.

Un fenomeno in crescita?

Nonostante la gravità della sicurezza aerea, il “meowing” sulla frequenza Guardia è un fenomeno goliardico purtroppo noto nella comunità dei piloti, spesso criticato dai professionisti del settore perché rischia di coprire segnali di pericolo reali. Tuttavia, l’accaduto nei cieli di Washington, per la sua vicinanza a spazi aerei sensibili e protetti, ha spinto le autorità a non chiudere un occhio.

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