Frosinone, statua Padre Pio decapitata: identikit di una ‘fanatica’ con le ore contate. Colpita anche una chiesa di Alatri

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Un’ondata di sconcerto sta attraversando il cuore di Frosinone, dove la comunità sabato scorso si è svegliata di fronte a un gesto tanto plateale quanto inquietante: la decapitazione della statua di Padre Pio nella chiesa abbaziale di San Benedetto, in piazza della Libertà. L’episodio, avvenuto nel cuore della notte, ha fatto scattare l’immediato intervento della polizia che, grazie al lavoro del capo delle Volanti Gianluca Di Trocchio, ha già tracciato una pista precisa. Le immagini del sistema di sorveglianza interno mostrano infatti una donna che, dopo essersi avvicinata all’effigie sacra, la colpisce con violenza. Gli inquirenti ipotizzano possa trattarsi di una “fanatica” o di un’esaltata, dato che dinamiche simili sono state registrate recentemente anche nelle chiese di Anagni e Arnara, e assicurano che la responsabile avrebbe ormai le ore contate.

Nonostante la gravità del danno, il parroco di San Benedetto, don Riccardo Mabilia, ha scelto di affrontare la vicenda con una serenità quasi spiazzante. Commentando l’accaduto, il sacerdote ha notato come la donna nel video entri in chiesa con un atteggiamento apparentemente religioso, facendosi persino il segno della croce prima di colpire. Questo dettaglio, unito al fallito tentativo di forzare un candelabro, ha portato don Riccardo a derubricare il gesto come l’azione di una persona confusa più che come un attacco consapevole e mirato, ribadendo con fermezza di non voler cedere all’allarmismo né all’idea di chiudere le porte della chiesa per sicurezza.

Con un tocco di amara ironia, il parroco ha spiegato che la statua sarà presto affidata a una restauratrice locale e che, nel frattempo, è stata sostituita con un’altra a cui però manca una mano: «Aspettiamo con pazienza», ha commentato, cercando di sdrammatizzare il momento.

Tuttavia, il clima di tensione religiosa nella provincia non si esaurisce a Frosinone. Quasi in contemporanea, a pochi chilometri di distanza, un altro raid ha colpito la parrocchia di Santo Stefano ad Alatri. In questo caso, però, l’obiettivo non era il vandalismo simbolico ma il furto sacrilego. Alcuni malviventi hanno scaraventato a terra la statua della Madonna del Buon Consiglio per strapparle una collana placcata in oro, un rosario d’argento e una croce di ottone. Sebbene il bottino materiale sia stato definito “magro”, il danno morale per i parrocchiani resta profondo, inserendosi in una preoccupante scia di episodi che sta mettendo alla prova la tranquillità delle comunità religiose di tutta la Ciociaria.

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