Un’importante operazione della Dda di Firenze ha smantellato un sistema di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore edile. L’inchiesta “Contractus”, condotta dai Carabinieri di Siena con il supporto di Guardia di Finanza e Nil, ha portato all’arresto di 11 persone di origine campana (7 in carcere e 4 ai domiciliari). Le accuse, a vario titolo, sono gravissime: estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso, minaccia a pubblico ufficiale e tentata violenza privata.
Al centro dell’indagine la società P.R. Appalti Srl che, pur avendo sede legale in Campania, operava in numerosi cantieri del Centro Italia, inclusi alcuni finanziati con fondi PNRR. Secondo gli inquirenti, l’impresa fungeva da “paravento legale” per imporre un controllo egemonico su altre ditte. Il modus operandi prevedeva la rinegoziazione forzata dei contratti di subappalto: attraverso minacce e violenze, i titolari venivano costretti a passare da accordi “a corpo” a tariffe “ad ore”. Questo meccanismo permetteva di gonfiare fittiziamente i costi, registrando operai mai presenti e ore di lavoro fantasma per esigere pagamenti non dovuti.
Chi si opponeva subiva ritorsioni violente, fino all’occupazione fisica dei cantieri. La caratura criminale degli indagati è confermata dai legami con lo storico clan camorristico Moccia di Afragola. Emblematica l’intercettazione del principale indagato che, per piegare le vittime, vantava il proprio potere gerarchico: «Se arrestano me, ci sono altri mille soldati che rispondono ai miei ordini».



