Era nell’aria da giorni, adesso è fioccata pure l’ufficialità. La Federazione ha affidato la panchina della Nazionale Italiana per le amichevoli di giugno a Silvio Baldini. Traghetterà il selezionatore dell’Under 21, per l’occasione promosso in prima squadra: sarà lui in panchina per i test con Lussemburgo e Grecia, entrambi in trasferta.
Una storia che ha comunque del romantico. Forse una delle poche dolci note del calcio italiano, ai giorni d’oggi. Perché a 67 anni coronerà un sogno e potrà vantar qualcosa che non è da tutti, cioè seppur per due semplici gare amichevoli aver allenatore la nazionale di calcio. Non proprio roba da tutti, per l’appunto, specialmente per chi dopo decenni di gavetta arriva dalle serie minori e la piramide del calcio su tutta la Penisola la conosce su tutte le sue sfumature.
Nei primi anni duemila, emergente, era considerato il nuovo che avanza. Poi quell’incidente e quel folkloristico calcio nel sedere a bordocampo con Di Carlo gli compromise la carriera. Ripartì dopo anni d’assenza dalla leghe minori e nell’ultimo decennio le gioie: Palermo e Pescara, doppia promozione in B.
Ha sempre scelto il calcio per la gente, per la passione, per le piazze. Per il calore e quei valori viscerali, per le emozioni travolgenti, per i popoli, per le città. Qualcuno che da anni non sceglie progetti, bensì realtà umane. Fino alla Cattedrale, Coverciano, che corona tutto. Seppur per due partite, questa sarà favola a lieto fine: dieci anni fa dimenticato da tutti, a giugno CT della nazionale. Te lo meriti, Silvio Baldini.


