Sta per iniziare l’incontro presso la Regione Lazio sul futuro dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano e di tutto l’indotto che vi gravita attorno e che interessa migliaia di famiglie di tutta la provincia di Frosinone e non solo del Cassinate. Lo start dei lavori è previsto per le 15.30. Il vicepresidente della Regione Roberta Angelilli e l’assessore al Lavoro Alessandro Calvi incontreranno i sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) per fare il punto su una situazione che è diventata ormai drammatica.
I numeri di questo inizio 2026 sono da allarme rosso: la produzione è crollata della metà rispetto allo scorso anno. In questi primi mesi si è lavorato appena 17 giorni, producendo solo 2.500 auto. Se si continua così, è il grido di allarme del territorio, a fine anno le giornate di lavoro totali potrebbero essere meno di 70.
I rappresentanti dei lavoratori, con in testa la Uilm di Frosinone, sono preoccupati perché non si tratta di una crisi passeggera, ma di un problema che rischia di far sparire l’industria nel Basso Lazio. “Non accettiamo un ridimensionamento silenzioso”, spiegano i sindacati. Le richieste sono chiare: 1. nuovi modelli con date certe per le nuove auto da produrre a Cassino; 2. investimenti e, soprattutto, stop alle rassicurazioni a parole: serve un piano industriale concreto entro maggio; 3. intervento del Governo: la Regione e l’Esecutivo centrale devono spingere la multinazionale a non abbandonare il territorio.
La crisi, va ribadito con forza, non colpisce solo la fabbrica principale, lo stabilimento Stellantis di Piedimonte quindi, ma anche tutte le aziende dell’indotto (componentistica e servizi) che sono ferme o lavorano a singhiozzo. Per i lavoratori questo significa stipendi più bassi e tanta incertezza sul futuro. L’obiettivo dell’incontro di oggi è quello di trovare soluzioni urgenti per evitare che la situazione diventi irreversibile, in attesa del piano che Stellantis dovrebbe presentare il 21 maggio.


