TEHERAN – Gli Stati Uniti hanno recuperato anche il secondo pilota del caccia F-15 abbattuto nei cieli iraniani. A darne notizia è stato Donald Trump, che ha parlato di “una delle operazioni di salvataggio più audaci della storia americana”, sottolineando che il militare è ferito ma fuori pericolo e che l’intervento si è concluso senza perdite tra le forze Usa.
Versione opposta da Teheran, dove i pasdaran sostengono di aver colpito anche un velivolo statunitense impegnato nelle ricerche. Intanto resta altissima la tensione sul piano internazionale, con un ultimatum lanciato da Washington all’Iran sull’apertura dello Stretto di Hormuz: poche ore per un accordo, altrimenti – ha avvertito Trump – sarà “l’inferno”.
Dura la replica iraniana, che respinge le minacce e rilancia: “L’inferno sarà per voi, abbiamo pronta una sorpresa”. Nella notte si sono registrati nuovi attacchi nell’area del Golfo, con droni e missili contro impianti energetici e industriali in Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, mentre raid e allarmi sono stati segnalati anche nei pressi della centrale nucleare di Bushehr.
Nonostante l’escalation, alcune navi commerciali hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, mentre Teheran ha rivendicato il danneggiamento di un cargo collegato a Israele e ha esteso le minacce anche al Mar Rosso.
Lo scenario resta in rapida evoluzione, con il rischio di un allargamento del conflitto che continua a preoccupare la comunità internazionale.


