Giallo di Campobasso, svolta shock: madre e figlia uccise con la ricina.

Non fu un'intossicazione alimentare: Sara e Antonella sono state avvelenate in casa. Il giallo di Pietracatella diventa un caso di omicidio premeditato

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CAMPOBASSO – Quella che sembrava una tragica fatalità dovuta a un’intossicazione alimentare si è trasformata in un agghiacciante caso di cronaca nera. La Procura di Campobasso ha aperto un nuovo fascicolo per duplice omicidio premeditato in merito alla morte di Antonella Di Jelsi, 50 anni, e di sua figlia Sara Di Vita, di soli 15 anni.

La scoperta del veleno

Le due donne erano decedute subito dopo Natale presso l’ospedale Cardarelli di Campobasso, dopo aver accusato gravi malori nella loro casa di Pietracatella. Se inizialmente l’ipotesi principale era quella di un avvelenamento accidentale legato al cibo, gli esami tossicologici approfonditi hanno ribaltato il quadro: nel sangue delle vittime sono state rinvenute tracce di ricina, un veleno letale e altamente tossico.

Indagini internazionali e premeditazione

I riscontri tecnici, effettuati sia in laboratori italiani che all’estero, hanno spinto gli inquirenti a ipotizzare la premeditazione. La presenza della ricina esclude quasi certamente l’accidentalità, suggerendo un piano deliberato per eliminare madre e figlia.

Fascicolo contro ignoti

Al momento, l’indagine procede contro ignoti. Gli investigatori stanno scavando nella vita privata delle due donne e nelle loro frequentazioni a Pietracatella per capire chi possa aver avuto accesso alla loro abitazione e il movente dietro un gesto di tale ferocia. Il piccolo comune molisano è sotto shock per una vicenda che, col passare delle ore, assume contorni sempre più inquietanti.

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