Un incubo familiare durato mesi si è concluso l’altro ieri, mercoledì 18 marzo, a Torrice, dove i Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di una donna di 57 anni. L’indagata è accusata di atti persecutori ai danni della propria sorella, una condotta che aveva ormai trasformato la vita della vittima in un susseguirsi di ansie e timori costanti.
Tutto era iniziato nel settembre del 2025. Da quel momento la vittima era diventata il bersaglio di un’assidua attività vessatoria che non le lasciava tregua nemmeno durante il lavoro. Le indagini dei militari hanno infatti ricostruito un quadro fatto di continue molestie telefoniche, con picchi di cinquanta chiamate al giorno dirette sia al cellulare privato che all’ufficio. La persecuzione si spostava poi sul web, dove la 57enne pubblicava sistematicamente post denigratori su Facebook per colpire la reputazione della sorella agli occhi di amici e conoscenti.
La situazione era diventata insostenibile anche fisicamente: l’indagata si presentava spesso sul luogo di lavoro della vittima per insultarla davanti a colleghi e clienti, mettendo seriamente a rischio la sua occupazione. Non mancavano poi i disturbi sotto casa, tra appostamenti, biglietti minacciosi e l’uso insistente del clacson per segnalare la propria presenza e tormentare la sorella.
Proprio a causa di questa escalation di violenza psicologica, il GIP del Tribunale di Frosinone ha deciso per una linea rigorosa: la donna non potrà più avvicinarsi a meno di un chilometro dall’abitazione, dall’ufficio o da qualsiasi altro luogo frequentato dalla vittima. Le è stato inoltre vietato ogni tipo di contatto, che sia telefonico, visivo o tramite i social network.
Per garantire il massimo rispetto di queste prescrizioni, il Giudice ha disposto anche l’applicazione del braccialetto elettronico, che permetterà alle forze dell’ordine di monitorare i movimenti dell’indagata in tempo reale.


