Sono passati quarant’anni da quando una legge ha stabilito che ogni Comune deve avere un piano per eliminare le barriere architettoniche (il cosiddetto ‘Peba’). Eppure, a Frosinone di questo piano non c’è traccia. Non solo non è stato approvato, ma il Comune non risponde nemmeno a chi chiede informazioni.
Frosinone maglia nera
È questo il dato peggiore che emerge dall’indagine dell’Associazione ‘Luca Coscioni’, che ha scattato una fotografia impietosa del Lazio. Frosinone, insieme a Rieti, è nel punto più basso della classifica: sui siti internet del Comune non si trova nulla e anche quando l’associazione ha inviato una richiesta ufficiale per vedere le carte, da Palazzo Munari è arrivato solo il silenzio. In pratica, per chi ha una disabilità o si muove in carrozzina, la città resta un percorso ad ostacoli senza una strategia per risolvere il problema.
Così gli altri capoluoghi
Il Lazio è spaccato in due. Da una parte ci sono Latina e Viterbo, che almeno si sono mosse: hanno approvato i documenti necessari e i cittadini possono consultarli online. Dall’altra c’è il buio totale di Frosinone e Rieti. Nella Capitale, poi, la situazione è paradossale: qui il compito di eliminare le barriere è diviso tra i 15 Municipi, ma nessuno ha finito il lavoro. L’Associazione Coscioni ha chiesto spiegazioni a tutti, ma hanno risposto solo in quattro. Nel Municipio III (Montesacro) dicono di aver fatto dei lavori, ma manca un piano generale; a Ostia, nell’Aurelio e sulla Cassia (Municipi X, XIII e XV) sono ancora fermi ai “preparativi”. Dopo quarant’anni, si sta ancora decidendo come iniziare.
Non sono solo carte
Non stiamo parlando solo di scartoffie. Senza un Piano (il citato ‘Peba’), gli interventi sui marciapiedi, negli uffici o nelle scuole vengono fatti a caso, spesso sprecando soldi senza risolvere davvero i problemi di chi non può camminare o dei genitori con il passeggino.
“È un ritardo gravissimo – dicono dall’Associazione Coscioni – perché senza trasparenza e senza piani certi, il diritto di muoversi liberamente resta solo sulla carta”.


