DETROIT – Momenti di paura nella cittadina americana di West Bloomfield, nei pressi di Detroit, nello stato del Michigan, dove ieri, 12 marzo, un uomo ha preso di mira la sinagoga Temple Israel. L’assalitore si è prima schiantato volontariamente con la propria auto contro l’edificio, quindi ha aperto il fuoco con un fucile contro gli agenti di sicurezza. L’uomo è stato infine ucciso dalle forze dell’ordine intervenute sul posto.
Secondo quanto riferito dagli investigatori locali, l’attentatore “cercava di compiere una strage”. All’interno del veicolo, infatti, sarebbero stati trovati diversi mortai. Non risultano altre vittime né feriti.
La sinagoga presa di mira ospita una delle più grandi congregazioni ebraiche riformate degli Stati Uniti e al suo interno si trova anche una scuola materna ebraica. Tutti i bambini presenti, di età compresa tra i 3 e i 5 anni, sono stati evacuati in sicurezza. L’identità dell’assalitore e il movente dell’attacco non sono ancora stati chiariti.
Nella stessa mattinata un’altra sparatoria si è verificata nel campus della Old Dominion University, a Norfolk, in Virginia. Anche in questo caso l’aggressore, il 36enne Mohamed Bailor Jalloh, è stato ucciso. Una delle tre persone inizialmente rimaste ferite è morta poco dopo.
Le autorità parlano di un possibile “atto di terrorismo”. L’uomo, infatti, aveva già scontato una condanna a 11 anni di carcere per aver tentato di fornire supporto materiale allo Stato islamico ed era stato rilasciato nel 2024.

