Home Cronaca Sanità sotto assedio: 18mila aggressioni e 23mila operatori colpiti nel 2025

Sanità sotto assedio: 18mila aggressioni e 23mila operatori colpiti nel 2025

Presentata la relazione dell'Osservatorio Nazionale (Onseps): i dati confermano un'emergenza strutturale. Schillaci: «La violenza non può far parte del lavoro di chi cura».

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ROMA – I numeri dell’ultimo anno fotografano una realtà drammatica per chi lavora negli ospedali italiani: nel 2025 sono stati 18.000 gli episodi di aggressione registrati, con il coinvolgimento di circa 23.000 operatori sanitari. È quanto emerge dalla Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie (Onseps), presentata oggi al Ministero della Salute.

Secondo il report, la violenza colpisce trasversalmente tutto il comparto, ma con picchi preoccupanti in alcuni settori specifici:

  • Donne nel mirino: Il 65-70% delle vittime sono donne, riflettendo la composizione del personale ma anche una specifica vulnerabilità culturale.
  • Pronto Soccorso e Salute Mentale: Sono le aree a più alto rischio, dove la tensione e l’attesa spesso sfociano in violenza fisica (circa il 30% dei casi) o verbale.
  • Sottostima dei dati: Gli esperti avvertono che i numeri reali potrebbero essere ancora più alti a causa del cosiddetto “under-reporting”, ovvero la tendenza di molti operatori a non denunciare le aggressioni verbali, considerate ormai quasi “parte del mestiere”.

Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo alla presentazione, ha ribadito la linea della tolleranza zero: «La violenza non può e non deve far parte del quotidiano di chi dedica la propria vita a curare gli altri. Abbiamo potenziato i presidi di polizia e inasprito le pene, ma serve un cambio di passo culturale».

Il Ministro ha sottolineato come le nuove misure legislative, che prevedono l’arresto in flagranza differita e pene più severe per chi danneggia le strutture sanitarie, siano strumenti necessari ma che devono essere accompagnati da una migliore organizzazione dei servizi per ridurre lo stress di pazienti e familiari.

Dall’analisi dell’Osservatorio emerge che le cause scatenanti sono spesso legate ai tempi di attesa prolungati, alla carenza di personale e alla difficoltà di comunicazione tra medico e paziente. Tuttavia, cresce la quota di aggressioni legate a una generica intolleranza verso le regole ospedaliere o a pretese di prestazioni non appropriate.

La presentazione coincide con la giornata nazionale dedicata alla prevenzione di questo fenomeno, istituita per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore del lavoro sanitario. L’obiettivo per il 2026, conclude il report Onseps, è l’implementazione di sistemi di videosorveglianza intelligente e corsi di formazione specifica per il personale sulla gestione dei conflitti.

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