Si è conclusa nel modo più drammatico la vicenda che giovedì 5 marzo aveva sconvolto il quartiere Vomero di Napoli. Antonio Meglio, il 39enne accusato di aver aggredito senza motivo una giovane donna a bordo di un autobus della linea C32, si è tolto la vita nella serata di ieri. L’uomo era piantonato dalle forze dell’ordine presso l’ospedale San Giovanni Bosco, dove si trovava ricoverato in attesa del trasferimento in carcere.
L’aggressione e le indagini
L’episodio risale allo scorso giovedì, quando Meglio, armato di coltello, aveva colpito ripetutamente al volto e alle braccia una passeggera di 32 anni, un’avvocata, davanti agli occhi terrorizzati degli altri presenti. Solo il pronto intervento dell’autista e dei Carabinieri aveva evitato il linciaggio dell’aggressore da parte della folla inferocita. La vittima, trasportata d’urgenza al Cardarelli, ha riportato ferite profonde ma non è mai stata dichiarata in pericolo di vita.
Il profilo dell’aggressore
Fin dai primi momenti dopo il fermo, era emerso il profilo clinico complesso del 39enne, già noto ai servizi di igiene mentale e in cura per gravi disturbi psichici. Durante gli interrogatori, l’uomo aveva fornito motivazioni confuse, sostenendo di aver scelto la vittima a caso per “vendicarsi di una truffa” o per attirare l’attenzione delle autorità.
L’epilogo
Proprio ieri, il Giudice per le Indagini Preliminari aveva convalidato il fermo, disponendo la custodia cautelare in carcere per Meglio. Tuttavia, il trasferimento a Poggioreale non è mai avvenuto: intorno alle 21:40, nonostante la sorveglianza, l’uomo è riuscito a compiere l’estremo gesto all’interno della struttura ospedaliera. La salma è stata sequestrata dall’autorità giudiziaria per i rilievi di rito.






