Il costante aumento dei prezzi alla pompa torna al centro dell’agenda politica. L’Esecutivo è al lavoro su una strategia articolata per contenere i rincari di benzina e gasolio, puntando su due pilastri: il contrasto ai fenomeni speculativi e il sostegno diretto alle famiglie.
Contro la speculazione
La priorità è rafforzare i monitoraggi. Si ipotizza un potenziamento dei controlli sui prezzi praticati dai distributori per verificare che i rialzi siano coerenti con le quotazioni internazionali e non frutto di manovre ingiustificate. L’obiettivo è garantire massima trasparenza lungo tutta la filiera energetica.
Il ritorno delle accise mobili
La novità più rilevante riguarda il possibile ripristino del meccanismo delle accise mobili. Questo strumento permetterebbe di ridurre l’imposizione fiscale sui carburanti in modo automatico, compensando l’aumento del gettito IVA derivante dai prezzi più alti. Una misura che darebbe respiro immediato agli automobilisti senza gravare ulteriormente sul bilancio statale in modo strutturale.
I tempi dell’intervento
Il provvedimento è in fase di definizione tecnica. Le strade percorribili sono due: il varo di un nuovo decreto-legge dedicato o, per accelerare i tempi, l’inserimento delle norme tramite emendamenti nella legge di conversione del decreto bollette. La decisione finale dipenderà dall’evoluzione dei mercati nelle prossime ore, ma l’urgenza di un segnale ai consumatori appare ormai chiara.






