Tre milioni e mezzo di files, nonostante gli omissis, le parti coperte, le 53 pagine su Trump che secondo i democratici mancherebbero all’appello, hanno generato un terremoto globale del quale si fatica a vedere la fine. Il Dipartimento di Giustizia Americano ha operato le sue “correzioni” sul materiale messo nella disponibilità del mondo che, da fine gennaio, sta spiando dal buco della serratura per trovare dettagli sulle relazioni e sugli interessi di Jeffrey Epstein, mentre tante teste continuano a rotolare giù dall’Olimpo di coloro che si sono sempre considerati intoccabili. Il conto più salato, al momento, è convinto di pagarlo il Regno Unito che, mentre fa i conti con i danni di immagine che sta subendo sul piano della credibilità mondiale, continua a puntare il dito sugli “amici americani” accusati di essere impermeabili all’effetto ghigliottina dei “Files”.
Zorro Ranch, la nuova vita della residenza di Epstein: da villa degli orrori a luogo di ritiro spirituale per cristiani. E ripartono le indagini Leggi articolo
Regno Unito
Andrea Mountbatten-Windsor
Tra le figure illustri che si
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