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Voto sbarrato e cuori biancocelesti: la rivolta politica dei tifosi

Non si fermano le proteste dei tifosi della Lazio laziale contro il presidente del club, Claudio Lotito. Coinvolta anche la politica romana e laziale.

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ROMA – Ormai tra i tifosi della Lazio e il patron biancoceleste si è giunti in un punto di non ritorno. La protesta è reale, massiccia, senza sconti. Coinvolta anche la politica di centrodestra, Forza Italia in primis.
Petizioni online che superano le 40.000 adesioni, sciopero del tifo, contestazioni da parte dei pochissimi presenti allo stadio. La scorsa settimana, a Roma e provincia, sono spuntati migliaia di manifesti contro il senatore azzurro: “Finché c’è Lotito non avrete il nostro voto” la scritta che compare sul simbolo di Forza Italia sbarrato.
La protesta è finita subito su siti, blog e social di tifosi e ultras biancocelesti. Con reazioni di una parte della politica, preoccupata dell’eventuale calo di consenso in vista delle prossime (non imminenti ma neanche tanto lontane) campagne elettorali di Roma e del Lazio.
Molti ritengono che il fenomeno non vada sottovalutato, non solo per i vertici di Forza Italia ma, probabilmente, per l’intero centrodestra.
“Va fatta un’analisi – commentano alcuni tifosi laziali interpellati – a 360 gradi, non si può liquidare la faccenda in maniera sbrigativa dicendo che non si deve mischiare calcio e politica. Ricordiamo come nel passato parte della classe dirigente politica regionale si è rivolta al tifo laziale per accrescere il consenso, oggi non si può continuare ad ignorare il fenomeno”. Chiaro il riferimento ad alcuni episodi del passato: un esponente di centrodestra si rivolse ad entrambe le curve delle squadre romane per raccogliere una valanga di voti alle regionali; la Polverini, che prima di vincere le elezioni, in piena campagna elettorale seguì una partita della Lazio dalle gradinate della Curva Nord.
Va anche tenuto conto un altro aspetto molto importante: i tifosi che disertano lo stadio hanno acquistato, la scorsa estate, un abbonamento pagando in anticipo per tutte le partite della stagione. La protesta, dunque, per il tifoso, ha anche un costo elevato in termini economici.
Aggiungiamo, poi, che il tifo organizzato ha deciso di disertare lo stadio anche in occasione della partita più importante della stagione (la semifinale di Coppa Italia).
Elementi, questi, che fanno pensare che la rottura tra i tifosi laziali e il presidente Lotito, ormai, sia giunta ad un punto di non ritorno. Anche in considerazione del fatto che, sull’altra sponda del Tevere, anche se non arrivano risultati eclatanti, la proprietà americana programma e investe in maniera massiccia.
Il laziale, nella disperazione, ha scelto di appellarsi alla politica: “Finché c’è Lotito non avrete il nostro voto”

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