“Sull’immigrazione è stato il disastro più assoluto, finito con gli omicidi degli scherani dell’Ice e poi gli 80mila posti di lavoro persi in un anno come non succedeva dai tempi della Grande Depressione, per non parlare degli Epstein Files. Non gli resta che ricorrere a qualche colpo di teatro dal crescente effetto-shock”. Chi parla è Paul De Grauwe, economista della London School of Economics: in un’intervista a Repubblica, si dice convinto che “anche in questo settimo attacco armato lanciato da Trump, portato al massimo livello e alla massima visibilità mediatica, c’è alla base la componente del diversivo”. Dunque, usare l’attacco all’Iran come arma di distrazione di massa: per De Grauwe “sono troppi i colpi a vuoto che sta mettendo a segno in patria, specialmente nell’economia, a partire ovviamente dalla vicenda dei dazi appena bocciati dalla Corte Suprema“. E dallo scandalo degli Epstein Files, nell’ambito dei quali è stata anche interrogata la coppia Clinton. “È la prima volta che la guerra coinvolge praticamente tutti 1 Paesi dell’area del Golfo, accomunati dal tragico disagio di dover far passare le petroliere attraverso lo
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