“Faccio parodie, non imitazioni”. Ubaldo Pantani è un genio comico non sufficientemente compreso. Dovrebbe condurlo lui, Sanremo. Novello Fregoli. Un cambio d’abito e di trucco per ogni cantante da annunciare. Prima la parodia di Carlo Conti modello Il Cantante di Jazz. Poi quella di Laura Pausini con sfoglia e mattarello per fare i cappelletti. Perfino quella di Lillo con la panza e gli occhi pallati che cerca di far ridere senza far ridere. Per il 54enne Ubaldo da Cecina c’è sempre una prateria davanti. Può imitarli, pardon parodiarli, tutti. Ed anche quando gli vengono maluccio – Pier Silvio Berlusconi che pare non aver gradito – riesce a cogliere quei due tre dettagli parodici come sfottò che richiamano immediatamente l’originale: un taglio millimetrico o una mezza tonalità di colore della giacca, una parrucca rifinita per il meglio (in questo Crozza con le sue mimetizzazioni alla boia d’un Giuda deve solo imparare). P
antani non vuole dare lezioni morali, appesantire con monologhi politici da succursale di partito (capito Crozza?), Ubaldo si diverte come un matto nell’esasperare la matrice. Prendete la parodia di
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