La festa non finisce mai. Le luci non si sono neppure spente sulle XXV Olimpiadi Invernali, gli organizzatori non hanno ancora smesso di complimentarsi l’uno con l’altro per lo scampato pericolo del fiasco planetario, che i soliti noti hanno avuto l’ideona. Girare forsennatamente sulla giostra degli affari, degli appalti, dei soldi pubblici, degli sprechi e dei cantieri incompiuti è troppo eccitante per pensare di smettere. Potrebbero andare in crisi di astinenza dopo sei anni di promesse, annunci, bugie e luci della ribalta. Ecco partire per primo l’ex governatore veneto Luca Zaia, che per titillare l’interesse delle redazioni dei giornali si è rivolto all’agenzia Reuters, poi ha affidato i suoi pensieri al web, infine ha cominciato a rilasciare interviste.
“Olimpiadi estive in Veneto? Perché no! Se non battiamo il ferro finché è caldo, prima di rivedere un evento così dovremmo aspettare decenni. La Francia ha ospitato le Olimpiadi estive due anni fa e ospiterà quelle invernali tra quattro anni: questo dimostra che visione e coraggio fanno la differenza. Dopo aver spinto con determinazione perché Cortina d’Ampezzo diventasse sede delle Olimpiadi invernali,
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