“Giuro, non sapevo che era mia moglie“. Candidata – a suo dire – all’insaputa del marito, presidente della commissione chiamata a valutarla. Il 23 settembre 2024, alle 11.18 del mattino, il presidente di una commissione dell’Università della Calabria dichiara la propria incompatibilità: tra i candidati alla selezione pubblica per due incarichi di tutor c’è la consorte. Pochi giorni dopo, quella stessa procedura si conclude con l’assegnazione dell’incarico proprio a lei. L’Autorità Nazionale Anticorruzione, esaminando gli atti, rileva incongruenze e passaggi “poco verosimili” tali da far sorgere un “ragionevole dubbio” sulla corretta esecuzione della selezione. Dubbio che forse toccherà alla Procura accertare.
Al centro della vicenda c’è il dottor Diego D’Amico, funzionario dell’Ateneo, nominato con Determina n. 318 del 18 settembre 2024 presidente della commissione esaminatrice della selezione bandita con Determina n. 303 del 4 settembre 2024. Tra i candidati figura un avvocato, sua moglie, poi risultata vincitrice. Secondo quanto comunicato dal Responsabile anticorruzione dell’Ateneo all’Anac, D’Amico avrebbe dichiarato l’incompatibilità alle 11.18 del giorno fissato per la prova orale, chiedendo di essere sostituito dalla collega Anna Alberta Aiello. Ma proprio l’analisi
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