di Francesca Carone*
La Costituzione scritta dai Padri costituenti e approvata nel dicembre del 1947, non è un documento definitivo racchiuso in un luogo sicuro, consegnato una volta per tutte alla storia del nostro Paese. Non appartiene al “passato”: è la traccia indelebile e atemporale più alta della politica italiana che riassume l’universalità dei valori, dei diritti e dei doveri nell’alveo della convivenza civile e della legalità. Dietro questo documento vi è la lotta non solo fisica, ma anche intellettuale di tutti coloro che hanno difeso il nostro Paese prima e dopo che fosse scritta.
La Costituzione assolve ad un ruolo fondamentale nella vita civile e politica del Paese. Per questo deve essere difesa e protetta attraverso le voci e la forza dei nuovi partigiani, degli attivisti e dei custodi invisibili che operano affinché essa rimanga salda nel divenire legislativo del nostro Paese.
La scorsa settimana Mattarella ha presieduto il Plenum del CSM, prima volta in 11 anni di mandato, come da lui evidenziato nella prima parte dell’intervento. Nell’occasione il Presidente ha rimarcato “la necessità e il desiderio di sottolineare,
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