Mentre il complesso negoziato tra Iran e Stati Uniti sembra galleggiare in un allarmante stallo, proseguono con regolarità le manovre e gli spostamenti di mezzi militari statunitensi tra Oceano Indiano e Mar Mediterraneo, in vista di un probabile attacco alla Repubblica islamica. Attacco che, nel frattempo, potrebbe aver già perso uno dei suoi elementi caratteristici, cioè l’effetto sorpresa.
Nei giorni scorsi, i media iraniani hanno pubblicato un video ad alta risoluzione della base aerea – gestita dagli americani, che secondo le immagini a disposizione di Teheran la stanno utilizzando come centro per le operazioni di contrasto dei missili balistici iraniani verso Israele – di Muwaffaq Salti, situata a Zarqa, in Giordania, accompagnato dalla minaccia di prenderla di mira nel caso gli Stati Uniti decidano di attaccare l’Iran. Il video in questione non è frutto delle tecnologie iraniane, ma del supporto che la Cina sta fornendo a Teheran, non solo in termini di equipaggiamenti militari – almeno 120 i voli cargo operati tra Iran e Cina nelle ultime settimane – ma anche e soprattutto in termini di condivisione di intelligence militare,


