“Quando un delitto è firmato, tutti si voltano dall’altra parte per non leggere la firma”. Così Nando dalla Chiesa a La Confessione di Peter Gomez, in onda sabato 21 febbraio alle 20.20 su Rai 3, a proposito dell’omicidio del padre, il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ucciso a Palermo dalla mafia il 3 settembre 1982 insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo. “Lei ha detto di essersi pentito di una cosa sola, di aver creduto che non sarebbe stato ucciso. Perché era così fiducioso?”, ha chiesto il conduttore. “Ero fiducioso perché mi dicevo ‘con quello che sta succedendo, con tutte le prese di posizione esplicite contro di lui, se lo uccidono è un delitto firmato” – ha risposto il sociologo e studioso del fenomeno mafioso – “È ovvio che, per quello che veniva detto, alcune persone si sarebbero assunte la responsabilità di un omicidio”. Quello che io non sapevo perché ero giovane – avevo 32 anni e non conoscevo abbastanza la politica e il mondo – è che se il delitto è firmato, tutti si
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