Forse qualcosa è cambiato e la decennale piaga dei concorsi pilotati in ambito universitario comincia a essere giudicata come avrebbe dovuto essere. Nelle aule dove le sentenza per abuso d’ufficio si sono dissolte insieme alla norma che cancellava il reato, ne sono arrivate altre. Due quasi in contemporanea, a Perugia e Catania, ne sono la testimonianza. E per la prima volta nel capoluogo umbro lo scambio di favori è stato punito con il reato di corruzione propria. Un processo figlio di quell’indagine che aveva permesso al giocatore Luis Suarez di sostenere un esame farsa di italiano ai fine della cittadinanza.
A Perugia, nel processo che ha visto imputati l’ex rettrice dell’Università per stranieri Giuliana Grego Bolli (nella foto), la docente Stefania Spina (esaminatrice di Suarez ai tempi dell’inchiesta originaria, ndr), l’ex direttore di Dipartimento Daniele Piccini e il professore universitario Paolo Di Giovine, il giudice per l’udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio. Gli imputati sono accusati di aver orchestrato una girandola di favori: da un lato, assicurare il superamento dell’Abilitazione scientifica nazionale (Asn) e la vittoria di concorsi
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