Il fragile equilibrio geopolitico attorno a questo braccio di mare è a rischio. L’Iran minaccia di chiuderlo: scenari e conseguenze per energia, ambiente e stabilità globale
23 Giugno 2025
@Canva e Wikipedia
Da secoli conosciuto in arabo come Bab as-Salam, la “Porta della Pace”, oggi lo Stretto di Hormuz rischia di trasformarsi in un detonatore di crisi globali. In seguito agli attacchi condotti, il 22 giugno, dagli Stati Uniti contro siti nucleari iraniani, la Repubblica Islamica ha rilanciato una minaccia che torna ciclicamente: chiudere uno dei passaggi marittimi più strategici del Pianeta. E questa volta, a preoccupare non è solo il tono del confronto politico, ma la possibilità concreta di un’interruzione dei traffici marittimi di petrolio e gas, con conseguenze difficili da contenere a livello globale.
Una rotta stretta, ma vitale
Lo Stretto di Hormuz è lungo circa 60 km e, nel suo punto più stretto, si riduce a una trentina di chilometri tra la costa iraniana e quella dell’Oman. Eppure da

