Il recente report dell’ISPRA denuncia l’allarmante situazione della caccia in Italia, con dati incompleti e spesso parziali forniti dalle Regioni, in particolare dall’Umbria, che non ha mai inviato alcuna informazione
Numeri allarmanti quelli relativi alla caccia in Italia, “aggravati” dal fatto che spesso le Regioni forniscono solo parziali informazioni. Un caso particolarmente negativo è quello dell’Umbria che, stando alle informazioni disponibili, non avrebbe mai inviato dati.
È quanto emerge dal recente report dell’ISPRA – “La pressione venatoria sull’avifauna italiana dal 2017 ad oggi” – che analizza i dati di abbattimento raccolti dai tesserini venatori tra la stagione 2017/2018 e quella 2022/2023, in adempimento alla Direttiva 2009/147/CE.
Leggi anche: Stop alla caccia al puma: questa provincia argentina mette fine a una barbarie lunga 50 anni
In realtà, il problema è che uccidere milioni di animali selvatici – molti dei quali in gravi difficoltà di conservazione e per i quali l’Europa ha imposto delle restrizioni che il nostro Governo continua a rifiutare, anzi rendendo la normativa venatoria sempre più permissiva – è assolutamente insostenibile, dicono dall’ENPA.
E non solo,
Leggi tutto: https://www.greenme.it/animali/caccia-oltre-6-milioni-di-uccelli-uccisi-in-3-mesi-secondo-il-rapporto-ispra/
LaCittaNews è un motore di ricerca di informazione in formato magazine, aggrega e rende fruibili, tramite le sue tecnologie di ricerca, in maniera automatica, gli articoli più interessanti presenti in Rete. LaCittaNews non si avvale di nessuna redazione editoriale. => DISCLAIMER

