Un nuovo studio, condotto negli Stati Uniti, conferma la presenza di microplastiche nei pesci e nei crostacei, evidenziando però come alcune specie siano più a rischio di contaminazione rispetto ad altre
Le microplastiche, piccolissimi frammenti di plastica che inquinano l’ambiente, sono ormai un elemento onnipresente, anche nella nostra catena alimentare. È infatti ormai tristemente noto che, a causa dell’inquinamento ambientale, questi piccoli detriti possono essere ingeriti dagli animali marini, finendo così nelle nostre tavole attraverso il consumo di pesce (e purtroppo questo non è l’unico canale).
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Un recente studio, condotto da un team della Portland State University, ha confermato questo scenario, rivelando il livello di contaminazione da microplastiche presente nelle specie ittiche più consumate in Oregon, Stati Uniti, specie che in realtà sono diffuse e popolari anche altrove.
Più nello specifico, la ricerca ha analizzato il contenuto di microplastiche in 6 specie ittiche e crostacee del Pacifico nord-occidentale, fondamentali per l’economia locale, tra cui il salmone reale, il merluzzo bianco,
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