La giornalista ha potuto telefonare il 1° gennaio ai suoi cari e ha svelato la presa in giro del regime: mai ricevuto il pacco con beni di prima necessità, libri e dolci. «Fate presto», ha ribadito
Altro che garanzie «totali» sulle sue condizioni di detenzione. Cecilia Sala soffre nel carcere di Evin dov’è rinchiusa dallo scorso 19 dicembre i patemi cui sono sottoposti tutti i detenuti della struttura di massima sicurezza simbolo della repressione iraniana. Lo ha potuto raccontare lei stessa ieri, 1° gennaio, nel corso di alcune telefonate con i genitori e con il compagno, il giornalista del Post Daniele Raineri. Sono stati i suoi primi contatti col mondo esterno dal 27 dicembre, quando le aveva fatto visita l’ambasciatrice


