In dieci anni la percezione socio-culturale della violenza di genere non è cambiata: «L’Italia è ancora spaccata a metà: tra chi crede sia un fenomeno strutturarle, chi colpevolizza le vittime e chi invece crede sia qualcosa di distante dalla propria quotidianità», spiega a Open Martina Albini, coordinatrice Advocacy Nazionale e Centro Studi di WeWorld
Fisica, sessuale, psicologica, economica e poi digitale. Sono le forme di violenza enunciate dalla Convenzione di Istanbul del 2011 (ratificata dall’Italia nel 2013). Nel 2023 in Italia, stando al report della polizia di stato, le richieste di aiuto e intervento per episodi di “violenza domestica o di genere” subita dalle donne sono state 13.793. Nel 61,5% dei casi l’autore risulta legato alla vittima da una relazione di tipo


