A fare le spese del nuovo testo approvato dal Parlamento sarebbero tutti gli “utenti deboli”. Tra le misure più criticate anche quelle sulle multe «non cumulabili»
«Stop al codice della strage». Questo è quello che si leggeva sugli striscioni mostrati da chi davanti al Senato protestava contro l’approvazione del nuovo codice della strada, avvenuta ieri, 20 novembre. Le manifestazioni di attivisti e familiari di vittime della strada mettono in luce alcuni aspetti del nuovo testo che sono contrari a quanto gli esperti sostengono da tempo: uno dei modi migliori di ridurre il numero delle vittime della strada è ridurre la velocità dei veicoli, soprattutto i più pesanti: automobili furgoni e camion, poiché sono questi che con la loro mole possono


