E’ stato notato nelle ultime settimane un rinnovato protagonismo da parte di Gianfranco Fini. Lo si riteneva uscito di scena per le vicende legate alla casa di Montecarlo e invece eccolo tornare con la sua oratoria misurata ma pertinente prima in tv nella trasmissione di Lucia Annunziata (l’ultima comparsata verteva sul tema dell’autonomia differenziata) e poi a Napoli alla presentazione dell’ultimo libro dell’amico Enzo Raisi. Lui, ovviamente, si schermisce: «Non devo entrare in nessun partito, non ho tessere. Cerco di ragionare per dare contributi» dice.
Fini e la crisi della sinistra
E il suo contributo lo dà parlando della crisi della sinistra. «Non mi meraviglia che la fascia dei garantiti voti a sinistra — dice Fini —. I vulnerabili votano centrodestra. Il voto della terza fascia è il non voto e corrisponde al boom dei Cinque Stelle. La sinistra deve individuare il segretario, ma anche i propri interlocutori. Occorre che sia meno illuminista». E ancora: “La sinistra sta pagando il conto salato della sua presunzione — dice —. Ha avuto il complesso di superiorità negli ultimi 15 o 20 anni e non si è curata.


