“Via il super Green pass al lavoro”. L’annuncio di Costa, ma il Green pass base resterà

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l sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha fatto un annuncio che per quelli non troppo attenti sarà suonato come una mirabile conquista. Ha detto: “Il primo aprile sicuramente leveremo il Super Green pass per i luoghi all’aperto, nei ristoranti, bar, probabilmente anche negli alberghi e in tutte le attività sportive all’aperto. Ragionevolmente dal primo maggio ci sarà un ulteriore allentamento delle misure restrittive anti covid, probabilmente andremo a levare il green pass anche al chiuso. Sull’obbligo di mascherina al chiuso stiamo valutando, ci sarà un graduale allentamento”. Fin qui tutto bene. Però è bene non fidarsi mai troppo. E allora dov’è la fregatura? La fregatura è che il governo parla solo di Super Green pass. Quello base, invece, resterà. E continuerà a creare una valanga di problemi e di ingiustizie.
Nei locali al chiuso, infatti, il Green pass base dovrebbe rimanere per tutto aprile. Non solo. L’obbligo vaccinale per gli over 50 resta confermato fino al 15 giugno. Costa ha detto: “Valutiamo di anticipare la possibilità per gli over 50 di andare al lavoro con il Green Pass base (anziché quello rafforzato), ossia facendo il tampone rapido ogni due giorni. Un’ipotesi che potrebbe dare la possibilità di tornare al lavoro per chi non si è vaccinato e anche per allentare la tensione. Una data precisa ancora non c’è – ha aggiunto Costa – ma l’ipotesi è anticipare la data del 15 giugno”.
Insomma, per gli over 50 continuerà fino a metà giugno sicuramente l’obbligo di vaccinarsi (in caso contrario scatta la sanzione di 100 euro (che però finora non sono mai partite – grazie al cielo – perché il governo non è stato capace di organizzare neppure quelle), ma prima di quella data potrebbe scattare per loro la possibilità di recarsi al lavoro con il green pass base (quindi basterà un tampone negativo) come succede attualmente per gli under 50.
Intanto, dopo due anni, a partire dal 10 marzo, si potrà tornare a far visita a parenti ricoverati negli ospedali. Il tempo di permanenza consentito sarà di almeno 45 minuti al giorno. Come ricorda Il Sole 24 Ore, “il blocco delle visite in ospedale aveva suscitano forti critiche e il ripristino degli incontri era atteso da moltissimi italiani che da mesi soffrono l’impossibilità di vedere i propri cari spesso costretti al ricovero per gravi malattie. Potranno entrare in ospedale e visitare parenti o amici tutti coloro in possesso di un Green Pass rafforzato ottenuto dopo aver fatto la terza dose”. Quindi, se non ti vaccini non puoi più visitare i tuoi cari. Il ricatto farabutto continua. Ingresso vietato, quindi, a chi esibirà solo un Green Pass “base”, ottenuto con il tampone.
La road map delle “riaperture” indica a partire dal 10 marzo anche la possibilità di «consumare cibi e bevande anche in sale teatrali, da concerto, al cinema, nei locali di intrattenimento e musica dal vivo, in altri locali assimilati e in tutti i luoghi in cui svolgono eventi e competizioni sportive». Dunque via libera a popcorn, patatine, birra e coca cola al cinema e allo stadio. Negli stadi la capienza dovrebbe tornare al 100% entro il 31 marzo, quando scadrà lo stato di emergenza.
Fonte: Il Paragone.it

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