Mercoledì un collettivo di hacker russi, denominato NoName57, ha lanciato un attacco contro alcune entità italiane tra banche, istituzioni e aziende. L’episodio è avvenuto in risposta alla visita a Kyiv della premier Giorgia Meloni. Quali sono state le caratteristiche dell’attacco e come è stata gestita la reazione? Lo abbiamo chiesto a Matteo Flora, hacker e docente a Contratto in Corporate Reputation e Storytelling a Pavia e Fondatore di The Fool la Società Leader nella Reputazione.
Matteo Flora
Cosa ci dice l’attacco hacker di ieri?
Attacchi di questo tipo accadono molto spesso. Il distributed denial of Service (Ddos) consiste essenzialmente nell’intasare un sito web o un’infrastrutture tramite una grande mole di richieste a quel sistema, un attacco che richiede risorse, ma non particolarmente sofisticato. Per renderla in maniera immediata: si prova a fare entrare un milione di automobili in autostrada contemporaneamente. In questo episodio in particolare si è trattato di Ddos applicativi, ovvero si richiede al sistema da fare cose che impegnano molto il sistema stesso causandone il sovraccarico.
Tuttavia la reazione è stata efficace.
L’attacco è


