“Donna, vita, libertà”. Bisogna partire da qui per comprendere la potenza del Premio Nobel per la Pace di quest’anno. Dal leggio di Oslo l’annuncio del Premio all’attivista iraniana Narges Mohammadi è stato scandito dallo slogan che le donne gridano da oltre un anno nelle strade e non solo per chiedere il rispetto dei propri diritti. Uno slogan che è diventato il simbolo della lotta delle donne iraniane. E non è un caso.
Per celebrare tutte loro, l’Accademia di Svezia ha deciso di premiare Mohammadi: quello per l’attivista e giornalista 51enne, hanno dichiarato, è un riconoscimento “alla sua lotta contro l’oppressione delle donne in Iran”, che ha portato avanti “a fronte di un’enorme sofferenza“. Ma è anche “un riconoscimento alle centinaia di migliaia di persone che hanno protestato contro le politiche di discriminazione e oppressione contro le donne del regime teocratico”.
Mohammadi ha vinto il premio Nobel per la Pace, ma non sappiamo quando lo scoprirà: è detenuta nel carcere di massima sicurezza di Evin a Teheran e non può avere contatti con l’esterno. L’attivista è stata arrestata 13 volte, condannata


